Smart Materials: Sensitive Fabric e Active Protection Systems

I nuovi tessuti Smart Materials sono materiali molto adattabili grazie alla loro capacità di riuscire a sfruttare le risorse naturali e di reagire all’ambiente in maniera piuttosto autonoma, secondo le strategie che sono tipiche della natura.
La progettazione degli ultimi anni ha prodotto materiali con una struttura chimico-fisica complessa i quali hanno ottime capacità dinamiche e innovative. Infatti sono stati progettati materiali con una complessità “gestita”, in cui le impurità e le anisotropie sono appositamente realizzate, grazie al supporto della chimica, per avere particolari prestazioni.

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Si tratta di materiali che assumono aspetti diversi e proprietà originali, progettate su misura per precise funzioni: sono materiali “funzionalizzati”, che reagiscono alle sollecitazioni esterne grazie alle sostanze che modificano di volta in volta le caratteristiche chimiche e fisiche del materiale. Ultimamente lo sviluppo della chimica ha portato questa manipolazione al di là della dimensione macroscopica, operando sui materiali a livello di nanometro (1 miliardesimo di metro) e ricombinando la materia a partire dagli atomi. In questo modo si è dato origine a “compositi microscopici” che hanno prestazioni su misura, del tutto artificiali, ma molto stabili, efficienti e performanti, quasi quanto i materiali della natura.

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Il tessuto detto “Sensitive fabric” è fatto di un materiale con una maglia che è sensibile alla pressione. È costituito da due lati separati tra loro mediante un dielettrico: l’effetto è che, con la pressione sul tessuto, le facce vanno a toccarsi e chiudono il circuito elettrico.

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Il tessuto chiamato Active Protection Systems invece resta flessibile e morbido finché non ha un impatto forte. Il tessuto contiene un elemento “intelligente”, ossia un coating fatto di silicone, con una viscosità che aumenta in funzione della velocità di impatto. L’effetto è che il tessuto alla collisione si irrigidisce immediatamente ma, dopo l’impatto diventa subito nuovamente flessibile.

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Design e Tecnologia – seconda parte

Tecnologie e Design un binomio che continua anche questa settimana con il secondo capitolo. Abbiamo cercato tra i Designer italiani e tra le aziende italiane che promuovono la tecnologia nel loro stile.
La Oz collection di Denis Santachiara si basa sull’illusione. Santachiara è stato un pioniere nell’utilizzare i processi tecnologici industriali in maniera inconsueta. Mister Telsa, la sua lampada-installazione progettata per Post Design, riesce a trasformare un fenomeno immateriale (e quindi virtuale) come la luce in una materia fluida e manipolabile.

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Questo oggetto è composta da una piccola colonna di ceramica che sostiene una caraffa di vetro piena di tubi al neon. La caraffa si può spostare e anche i neon si possono prendere in mano, e rimangono comunque accesi; si può giocare con la luce, modificarne l’intensità e perfino comprimerla come se fosse un liquido, impugnando il tubo e facendo scorrere la mano lungo lo stesso.

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Mister Kelvin e’ il nome dei tavoli ghiacciati, ricavati da una piastra di acciaio che sembra gonfiato, quasi capitonnè.
Nell’intercapedine è inserita dell’anidride carbonica solida, in grado di generare il freddo per due o tre ore, e di ghiacciare misteriosamente la superficie dei tavoli, che funziona cosi come dei frigoriferi planari.
Santa Chiara dedica questa sua Oz collection a Nicola Tesla e “a tutti quegli esseri umani che si perdono in un pensiero visionario e nell’estasi dell’invenzione e dell’interazione con gli oggetti”.

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Tokujin Yoshioka e’ un giovane, ma già celebrato, designer giapponese allievo di Shiro Kuramata è di Issey Miyake. Del lavoro di quest’ultimo, Yoshioka ha allestito nel 1999 una memorabile mostra: negli spazzi della Fondazione Cartier di Parigi gli abiti stretch si aprivano e richiudevano su se stessi come dei lampioncini in carta di riso, coinvolgendo gli spettatori in un aereo, meccanico balletto; oppure si srotolavano lungo le scale dell’esposizione per illustrare gli originali sistemi di confezione adottati da Miyaka . Yoshioka ha realizzato negozi e allestimenti di spazi commerciali; con l’abilita’ di un illusionista e l’interazione di distorcere la normale visione quotidiana, egli ha utilizzato le tecnologie avanzate (LED, pellicole riflettenti, film ottici, proiezioni) per le loro proprietà espressive e scenografiche.

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Nel disegno dei prodotti Yoshioka sperimenta materiali nuovi e tradizionali; ricerca soluzioni semplici e sorprendenti,privilegiando la trasparenza, la leggerezza e la costruzione di oggetti pieghevoli come degli origami. La sua sedia Honey-pop, realizzata in carta arrotolata e sovrapposta per ottenere una struttura a nidi d’ape, è magica e semplice come un festoncino o un giocattolo di carta che passa dalle due alle tre dimensioni nello spazio.

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La solida struttura a nido d’ape, spessa un solo centimetro, viene tagliata secondo una sagoma e dispiegata; dal movimento viene generato il volume della sedia che successivamente, sotto il peso corporeo, prende la sua forma definitiva: quella di un fondo schiena.
Questa sedia di carta anticipa il progetto della nuova collezione Tokyo-pop, disegnate dal giapponese per Driade, ispirata alla Honey-pop e realizzate con lo stampaggio rotazionale, sono basate anch’esse sulle forme del corpo umano. Le superfici plastiche a curvature variabili, sembrano infatti sottoposte alle deformazioni conseguenti l’atto del sedersi. Sia la dialettica bidimensionale/tridimensionale che l’articolazione di una superficie instabile, presenti nelle sedie di Yoshioka, rappresentano temi progettuali molto attuali e di dimensioni interdisciplinare, in quanto paradigmatici dei mutamenti introdotti dalla rivoluzione informatica.

Material Connexion: l’avanguardia tra tecnologia e creatività

Dal 2002 a Milano è nato un centro di consulenza su materiali e processi produttivi che, oltre a studi tecnologicamente molto avanzati, fornisce agli utenti un’ampia libreria di 7000 materiali provenienti da tutto il mondo, consultabile sia fisicamente che on-line.

luce tattile

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I materiali sono suddivisi in categorie, ordinate sia per composizione del materiale che per tipologia: polimeri, ceramici, vetri, cementi e tantissimi altri. Gli elenchi  vengono arricchiti ogni mese di circa 50 materiali scelti accuratamente da una giuria.
Material Connexion è una sorta di ponte tra i designer e le aziende, il materiale viene prodotto, inserito nella libreria, e l’associazione si occupa di renderlo visibile a potenziali aziende che potrebbero attivare il processo produttivo.

Library

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Per la consultazione dell’archivio basta iscriversi al sito, e si ha libero accesso a tutte le informazioni tecniche necessarie per capire come sfruttare al meglio la nuova tecnologia. La procedura per poter accedere all’archivio è molto semplice, ed esistono vari livelli per consultare: a seconda del tipo di abbonamento si potrà accedere a diverse sezioni di materiali.

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Non solo le aziende, ma chiunque potrà proporre le proprie sperimentazioni, compilando l’apposito modulo e presentando domanda al direttore e responsabile della libreria, Micol Costi.
Oltre ad essere un’aggancio tra le aziende che producono e i designer, Material Connexion, si occupa di progetti e sperimentazioni su materiali tecnologicamente avanzati.

glass on web

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Il 20 febbraio si è dato inizio ad una collaborazione tra product designer e ricercatori per avviare un progetto denominato Light.Touch.Matters.
Una combinazione di materiali touch sensitivity e flexible luminosity per dare vita ad un materiale sottile, flessibile e plasmabile, facilmente integrabile con altri prodotti.
Il progetto durerà quasi 4 anni coinvolgendo designer, istituti di ricerca e aziende per la produzione e diversi paesi europei tra cui l’Italia.

Point Roma

Point Roma

Material Connexion offre anche moltissimi altri servizi come consulenza personalizzata, fornendo supporto per ogni tipo di attività sia di marketing che di progettazione.
L’obiettivo quindi è quello di promuovere l’utilizzo di materiali innovativi che mirano quasi tutti all’ecosostenibilità, ma anche dare spunto ai giovani designer che spesso scelgono la strada della tradizione, senza prendere in considerazione i nuovi materiali.
Alla triennale di Milano è stato allestito uno spazio dedicato interamente ai materiali che hanno avuto più successo, insieme agli ultimissimi arrivi in materia di smart materials. La Library contiene circa 3000 campioni consultabili solo su prenotazione dal lunedì al venerdì.
Tra le tante iniziative anche il Design Emotion – vivere contemporaneo verso la smart city, evento che si colloca all’interno delle iniziative dell’EXPO DAY di Milano, un luogo di incontro e scambio culturale: capace di attrarre le avanguardie in campo tecnologico, e nello stesso tempo sensibilizzare alla sostenibilità e all’utilizzo di materiali a basso impatto ambientale.