La qualità e la passione del Made in italy: Design Mood

Non si può di certo dire che il Design italiano resti con le mani in mano, le iniziative in campo di progettazione sono sicuramente tante e, negli ultimi anni, soprattutto quelle dei giovani talenti che fanno fatica ad affacciarsi nel mondo dell’Industrial Design.
Per questo nascono iniziative come Design Mood: prodotti e arredi progettati dalle nuove generazioni del Design che, grazie a questo progetto, riescono a vedere le loro idee realizzate, attraverso un rapporto diretto con l’azienda.

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L’idea nasce grazie alla passione di Cesare Rovesi, affiancato da Studiolabo, a capo di un progetto che ha saputo certamente trasformare in modo veloce e agile progetti d’arredo in vere e proprie opportunità. Il loro mood è sicuramente quello di avere un contatto diretto con i progettisti, permettendo la realizzazione in tempi veramente ristretti di ogni tipo di complemento di arredo.
Mettendo a disposizione il loro Know-how si riescono a realizzare opere di alta qualità con un apporto minimo di spese di produzione, guadagnando ben il 10% del costo del prodotto.
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Potrebbe essere una rampa di lancio per i giovani designer, ma in realtà il progetto è rivolto a tutti.
Manolo Bossi e Alberto Benetti, sono l’esempio che l’Italia ha innumerevoli fonti di creatività dalle quali le aziende attingono per le loro produzioni; oppure Paolo Casati che dal 2000 ha svolto attività di ricerca e progettazione nel campo del mobile affacciandosi sempre di più in progetti multimediali.
Il pubblico a cui si rivolge Design Mood è attento sia allo stile ma soprattutto alla qualità del materiale e alla lavorazione che conferiscono all’oggetto lunga vita, una fetta di mercato che acquista on-line oggetti di design, originali e ben pensati che abbiano valore e fascino come valore aggiunto.
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Importantissima l’iniziativa post terremoto Emilia: è stata creata una linea ludica per i bambini, il cui 50% del ricavo verrà devoluto per la ricostruzione della scuola elementare di Moglia.
Iniziative che fanno onore al Design italiano che si presta in ambito sociale su molti fronti.
Non ci resta che incoraggiare queste iniziative e farle conoscere all’intera rete, per permettere a piccoli progetti con grandi sogni di diventare esempio e scenario dell’imprenditoria italiana.

Studiolabo

info@studiolabo.com
Tel. 02 36 63 81 50
Fax 02 36 63 81 50
via Pastrengo 5/A
20159 Milano

Marco Roversi

marco.roversi@roversi.it
Tel: 0376 59 81 53
Fax 0376 59 88 23
Via 4 Novembre, 26/28
46024, Moglia (MN)

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Il miglior Made in Italy by Alessi

La FAO (Fratelli Alessi Omegna) fu fondata da Giovanni Alessi a Omegna nel 1921.
Nel 1935 il figlio decise di seguire le orme del padre diventando designer della ditta familiare; fu grazie a lui che la produzione si allontanò sempre più dal manufatto artigianale per avvicinarsi all’industria.
Nel 1945 Carlo Alessi venne nominato direttore e nel dopoguerra, a causa della mancanza di ottone e alpacca, iniziò ad utilizzare l’acciaio inossidabile commissionando i lavori a famosi designer.
L’intuizione di un nuovo materiale e della nuova strategia aziendale ha portato questa azienda italiana a proseguire con i suoi successi fino ad oggi.
Negli anni 70 inizia un tipo di produzione che, in un certo senso, ritorna all’unicità del pezzo, infatti verranno disegnate collezioni limitate da Designer come Ettore Sottsass e Richard Sapper.

Alessi

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Il marchio di fabbrica cambia nel 1983 quando diventa Alessi officina, per prodotti dal design sperimentale.
A conferirgli l’autorevolezza internazionale e un posto di rilievo nel post-Modernismo degli anni 80, è stata l’iniziativa di Alberto Alessi, figlio di Carlo, che intraprende una strada di collaborazione con 10 architetti di fama mondiale, che danno vita a un progetto denominato “architettura in miniatura”.

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Pezzi unici che hanno fatto la storia di quest’azienda che, come suo cavallo di battaglia, ha sicuramente l’alta qualità per prezzo mediamente accessibile a tutti.
E’ vero che gli articoli di Alessi sono più cari, ma è anche vero che il valore aggiunto di stile, con l’alta qualità dei materiali e delle lavorazioni e la differenza di costo rispetto ad oggetti comuni, ne giustificano il target con budget medio alto.
Il bollitore di Michael Graves del 1986 con il fischietto ad uccellino, oppure il set di due infusori di Josef Knaus del 1924 hanno il pregio di far entrare, nelle cucine di tutto il mondo, un pezzo di Design Made in Italy.

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Alessi si aggiudica nel corso degli anni 9 Compassi d’oro, tra cui quelli per la caffettiera espresso 9090 di Richard Sapper, la caffettiera di Riccardo D’alisi, le posate Dry di Achille Castiglioni , il servizio da te e caffè di Richar Meyer.
Al passo con le tendenze, è sempre l’acciaio ad essere protagonista anche nella nuovissima collezione Dressed. Un barocco rivisitato in chiave moderna, perché oltre ad essere estremamente pratici, gli oggetti sono anche ricchi di ricerca di nuovi stili, in modo da differenziare l’azienda dal resto del panorama mondiale.
Bordeline tra forma e funzione, questa è la strada che percorre oggi il design italiano, e Alessi ne è sicuramente un esempio calzante.

Radical Design Made in Italy: Andrea Branzi

A dare le origini a uno dei più famosi architetti italiani è la culla della nostra cultura, Firenze, dove Andrea Branzi ha studiato alla facoltà  di Architettura. Nel 1966 insieme ad altri architetti dell’epoca come Paolo Deganello e Massimo Morozzi fondò Archizoom, un gruppo di radical Design, nato a seguito di un corso sullo spazio di coinvolgimento tenuto a Firenze da Leonardo Savioli e Danilo Santi, al quale erano intervenuti Ugo La Pietra e Ettore Sottsass, da cui scaturiranno le tesi dell’architettura radicale.

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Mies

Il gruppo produsse molti mobili anti-design di grandissima influenza, fra cui il “seating unit” Kitsch safari e l’ironica Mies, ma il suo genio si concentrò oltre che sul Design soprattutto su studi teorici e architettura con il progetto NO-Stop-city.

Negli anni 70’ l’apertura di uno studio di Design di Andrea Branzi diete il via a una serie di esposizioni; ricordiamo ”Il Disegno italiano degli anni 50’” al Centrokappa su Naviglio.
La mostra metteva in risalto il contributo del Design italiano del dopoguerra ed ebbe un grande impatto nel design italiano degli anno ’80.
Due pezzi che sicuramente passano alla storia sono il divano Century e la libreria Magnolia, senza dimenticare le bellissime ceramiche per Magnolia.

Century

Century

Ma l’essere radicale potrebbe non portare quel successo che, invece, lavorare per grandi aziende di Design ti dà in modo molto semplice, forse per questo motivo negli anni 90 Branzi realizza pezzi per Zanotta come la sedia Niccola.
Professore prima all’Università di Palermo e poi direttore della Domus Accademy di Milano, i suoi impegni riguardano anche il campo dell’editoria, infatti diresse Modo e fu direttore di Domus.
La ludicità e l’espressione radicale dei suoi progetti, non lasciarono mai posto alla razionalità. Nel 1985 la collezione Animali Domestici, fu ispirazione per un libro in cui stabiliva nuove regole tra la natura e gli arredi, quest’ultimi dovevano essere trattati, secondo Branzi, come gli animali domestici.

Niccola

Niccola

I meriti di tanta passione sono stati riconosciuti nel 1987 con l’assegnazione del Compasso d’oro come riconoscimento del suo contributo al mondo design italiano.
Dal 1991 ha diretto Domus Design Agency di Tokyo, e dal 1991 ha preso parte al progetto “Citizen Office” del Vitra Design Museum.
Numerose anche le Lauree ad Honoris Causa per essere staro, nei suoi 40 anni di carriera, propulsore di idee e progetti che hanno contribuito a rendere il Made in Italy indiscusso vincitore di stile nel mondo.

Rom Ceramics: tra HandMade e Innovazione

Dal sud del nostro paese, alla conquista di Londra. Così si potrebbe iniziare per descrivere la creatività e l’intraprendenza di una giovane designer italiana: Francesca Romei.
La sua passione per l’arte è viscerale, un animo astratto, che ha cercato di unire con le sue piccole opere di Industrial Design, l’amore per la propria terra e per le tecniche di lavorazione della tradizione londinese che hanno permesso di creare piccole collezioni cariche di valore artistico e allo stesso tempo semplici.
Inizia le sue prime sperimentazioni durante il corso di laurea in Industrial Design, alla Seconda Università di Napoli, dove matura una forte passione per l’Handmade e l’artigianato, si trasferisce a Milano per ampliare il suo percorso formativo al Politecnico, ma completa la sua formazione a Londra, dove si trasferisce nel 2008, e frequenta un master in Ceramic Design ,collaborando in seguito con diversi studi di architettura e prototipazione da model maker. In queste esperienze si avvicina allo studio di nuovi materiali che combinati alle esperienze precedenti l’hanno condotta ad una metodologia di progettazione focalizzata sull’unione di elementi Digital e di Industrial Design.

Francesca Romei

Francesca Romei

Arriviamo al 2010 quando Francesca Romei dà vita alla sua prima produzione di ceramica, bellissimi oggetti che si ispirano a uno stile passato rivisitato in chiavo contemporanea, oggetti di ceramica che sono al limite tra l’artefatto e il segno grafico. Un innesto tra la produzione ceramica del Sud Italia e l’approccio industriale delle fabbriche del Nord dell’Inghilterra, che mescola in modo abile culture differenti e conoscenze, cercando sempre di arrivare a un equilibrio tra autoprodotto e moderna innovazione nel mercato contemporaneo. Nasce la Rom Ceramics.

Piatto decorato Positano

Piatto decorato Positano

“Le mie ceramiche fluttuano nel mezzo dell’irrisolto dilemma: artigianale o industriale? Unico o seriale? Grazie a differenti esperienze lavorative, provo a fondere elementi tra loro diversi per reinventarli, cercando di incrementare il potenziale artistico negli oggetti della vita quotidiana, per progettare con umorismo ceramiche dalle forme eleganti, lasciando sempre visibile nell’estetica finale un leggero tocco artigianale. Adoro progettare, perché adoro realizzare con le mie mani e mi piacerebbe comunicare questo attraverso i miei prodotti.” In queste parole una forte passione, come esempio per tutti i giovani designer italiani che si affacciano al mondo dell’imprenditoria.

Egg

Egg

Oggetti dall’animo giocoso, come il separatore di rosso e bianco per uovo, che oltre a risolvere il problema di moltissime persone che hanno difficoltà nel cimentarsi in azioni culinarie, è anche un piccolo oggetto grafico estremamente comunicativo. Ogni collezione esprime all’utente un messaggio evocativo conservando nella forma o nella funzione un legame indissolubile ed incoscio con le tradizioni e il tempo, in un continuo gioco di memoria e nostalgia.

Multi_Play

Multi_Play

Altri oggetti come Birds, delle piccole e coloratissime tazzine espresso. Il riferimento alle origini partenopee della designer con la collezione Volcanos è sicuramente voluto, dei piccoli crateri, con diverse funzioni; dalle tazzine a piccoli piatti da portata che arricchiscono, rendendola fresca e giovane. Concludiamo ricordando che la Rom Ceramics è 100% Made in Italy, una particolare nota a questa nuova designer del panorama italiano che ha saputo cogliere dall’estero l’input necessario per ritornare nel suo paese e con le suo opere contribuire a rendere unico il Design Italiano.

SAVE the VINYL

SAVE the VINYL

 

RomCeramics di Francesca Romei
mail: ceramics@hotmail.com
phone: +39 3270637651
+44 7500650808
http://www.romceramics.com