Design e Tecnologia – seconda parte

Tecnologie e Design un binomio che continua anche questa settimana con il secondo capitolo. Abbiamo cercato tra i Designer italiani e tra le aziende italiane che promuovono la tecnologia nel loro stile.
La Oz collection di Denis Santachiara si basa sull’illusione. Santachiara è stato un pioniere nell’utilizzare i processi tecnologici industriali in maniera inconsueta. Mister Telsa, la sua lampada-installazione progettata per Post Design, riesce a trasformare un fenomeno immateriale (e quindi virtuale) come la luce in una materia fluida e manipolabile.

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Questo oggetto è composta da una piccola colonna di ceramica che sostiene una caraffa di vetro piena di tubi al neon. La caraffa si può spostare e anche i neon si possono prendere in mano, e rimangono comunque accesi; si può giocare con la luce, modificarne l’intensità e perfino comprimerla come se fosse un liquido, impugnando il tubo e facendo scorrere la mano lungo lo stesso.

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Mister Kelvin e’ il nome dei tavoli ghiacciati, ricavati da una piastra di acciaio che sembra gonfiato, quasi capitonnè.
Nell’intercapedine è inserita dell’anidride carbonica solida, in grado di generare il freddo per due o tre ore, e di ghiacciare misteriosamente la superficie dei tavoli, che funziona cosi come dei frigoriferi planari.
Santa Chiara dedica questa sua Oz collection a Nicola Tesla e “a tutti quegli esseri umani che si perdono in un pensiero visionario e nell’estasi dell’invenzione e dell’interazione con gli oggetti”.

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Tokujin Yoshioka e’ un giovane, ma già celebrato, designer giapponese allievo di Shiro Kuramata è di Issey Miyake. Del lavoro di quest’ultimo, Yoshioka ha allestito nel 1999 una memorabile mostra: negli spazzi della Fondazione Cartier di Parigi gli abiti stretch si aprivano e richiudevano su se stessi come dei lampioncini in carta di riso, coinvolgendo gli spettatori in un aereo, meccanico balletto; oppure si srotolavano lungo le scale dell’esposizione per illustrare gli originali sistemi di confezione adottati da Miyaka . Yoshioka ha realizzato negozi e allestimenti di spazi commerciali; con l’abilita’ di un illusionista e l’interazione di distorcere la normale visione quotidiana, egli ha utilizzato le tecnologie avanzate (LED, pellicole riflettenti, film ottici, proiezioni) per le loro proprietà espressive e scenografiche.

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Nel disegno dei prodotti Yoshioka sperimenta materiali nuovi e tradizionali; ricerca soluzioni semplici e sorprendenti,privilegiando la trasparenza, la leggerezza e la costruzione di oggetti pieghevoli come degli origami. La sua sedia Honey-pop, realizzata in carta arrotolata e sovrapposta per ottenere una struttura a nidi d’ape, è magica e semplice come un festoncino o un giocattolo di carta che passa dalle due alle tre dimensioni nello spazio.

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La solida struttura a nido d’ape, spessa un solo centimetro, viene tagliata secondo una sagoma e dispiegata; dal movimento viene generato il volume della sedia che successivamente, sotto il peso corporeo, prende la sua forma definitiva: quella di un fondo schiena.
Questa sedia di carta anticipa il progetto della nuova collezione Tokyo-pop, disegnate dal giapponese per Driade, ispirata alla Honey-pop e realizzate con lo stampaggio rotazionale, sono basate anch’esse sulle forme del corpo umano. Le superfici plastiche a curvature variabili, sembrano infatti sottoposte alle deformazioni conseguenti l’atto del sedersi. Sia la dialettica bidimensionale/tridimensionale che l’articolazione di una superficie instabile, presenti nelle sedie di Yoshioka, rappresentano temi progettuali molto attuali e di dimensioni interdisciplinare, in quanto paradigmatici dei mutamenti introdotti dalla rivoluzione informatica.

Design e Tecnologia – prima parte

I processi di innovazione tecnologica, anche quando sono semplicemente evocati, influenzano l’estetica della casa e del suo arredo. Ora può avvenire qualcosa di diverso: che riconfiguri l’essenza stessa degli elementi domestici senza che sia intaccata la loro struttura formale, cioè contemporaneamente alla neutralizzazione dell’oggetto e alla dissimulazione della materia e della tecnologia.
Il nuovo panorama di tecnologie discrete, dolci, wireless e di dispositivi di interazione, rinvigorisce la ricerca di un approccio umanistico e di equilibrio tra la sensibilità dell’uomo e la macchina. Nel settore del design domestico, sebbene limitatamente alla piccola serie ed al collezionismo, si fa strada una nuova generazione di ‘media furniture’ e di oggetti viventi. Prodotti formalmente semplici, ma capaci di relazionarsi con noi in maniera complessa; in grado di rivalutare la fisicità, l’esperienza sensibile e anche la poesia ed il gioco nella relazione con le tecnologie.

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John Maeda, finora autore di animazioni digitali e installazioni interattive, che proprio qualche anno fa aveva presentato una linea di arredi  per Sawaya & Moroni, tenta una mediazione tra la realtà fisiologica e quella strumentale. Egli allude ad un nuovo modello di interazione che rappresenta un’inversione di tendenza e che va nella direzione definita dei ‘media tangibili’. Non sarà più l’utente ad essere trasportato nella realtà virtuale, ma sarà l’immagine digitale ad entrare nella realtà materiale. Manipolando, infatti, un oggetto d’uso quotidiano non attraverso un artificio, ma mediante un contatto fisico, si vuole stimolare una risposta di tipo digitale, in grado di rielaborare i nostri comportamenti e stati d’animo.

Ikè

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Accarezzando il tavolo Ikè di Sawaya & Moroni si può ‘nutrire’ uno sciame di luce, alcuni sensori disposti sul piano in vetro acidato sono sensibili alla luce. Al passaggio della mano o con spostamento di un oggetto sul tavolo, vengono attivati i LED ad alta pressione nascosti sotto il piano; questi, illuminandosi in sequenza, creano l’effetto di una luce in movimento.
La lampada Sora, anch’essa progettata da Maeda per Sawaya & Moroni, proietta verso il soffitto della luce in evoluzione. Nel suo diffusore sono collocati alcuni LED ad alta pressione collegati ad un microfono (anch’esso inserito nel diffusore) sensibile ai suoni dell’ambiente circostante. Ci si può rivolgere alla lampada e salutarla, questa, sensibile alla voce umana, tradurrà i segnali vocali in impulsi e quindi in decorazioni luminose proiettate sul soffitto: immagini variabili, in continua rielaborazione, come nei programmi di grafica digitale interattiva realizzati da Maeda. In assenza di rumore la lampada funziona come un normale apparecchio luminoso; combina quindi la sua funzione.

Material Connexion: l’avanguardia tra tecnologia e creatività

Dal 2002 a Milano è nato un centro di consulenza su materiali e processi produttivi che, oltre a studi tecnologicamente molto avanzati, fornisce agli utenti un’ampia libreria di 7000 materiali provenienti da tutto il mondo, consultabile sia fisicamente che on-line.

luce tattile

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I materiali sono suddivisi in categorie, ordinate sia per composizione del materiale che per tipologia: polimeri, ceramici, vetri, cementi e tantissimi altri. Gli elenchi  vengono arricchiti ogni mese di circa 50 materiali scelti accuratamente da una giuria.
Material Connexion è una sorta di ponte tra i designer e le aziende, il materiale viene prodotto, inserito nella libreria, e l’associazione si occupa di renderlo visibile a potenziali aziende che potrebbero attivare il processo produttivo.

Library

Library

Per la consultazione dell’archivio basta iscriversi al sito, e si ha libero accesso a tutte le informazioni tecniche necessarie per capire come sfruttare al meglio la nuova tecnologia. La procedura per poter accedere all’archivio è molto semplice, ed esistono vari livelli per consultare: a seconda del tipo di abbonamento si potrà accedere a diverse sezioni di materiali.

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Non solo le aziende, ma chiunque potrà proporre le proprie sperimentazioni, compilando l’apposito modulo e presentando domanda al direttore e responsabile della libreria, Micol Costi.
Oltre ad essere un’aggancio tra le aziende che producono e i designer, Material Connexion, si occupa di progetti e sperimentazioni su materiali tecnologicamente avanzati.

glass on web

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Il 20 febbraio si è dato inizio ad una collaborazione tra product designer e ricercatori per avviare un progetto denominato Light.Touch.Matters.
Una combinazione di materiali touch sensitivity e flexible luminosity per dare vita ad un materiale sottile, flessibile e plasmabile, facilmente integrabile con altri prodotti.
Il progetto durerà quasi 4 anni coinvolgendo designer, istituti di ricerca e aziende per la produzione e diversi paesi europei tra cui l’Italia.

Point Roma

Point Roma

Material Connexion offre anche moltissimi altri servizi come consulenza personalizzata, fornendo supporto per ogni tipo di attività sia di marketing che di progettazione.
L’obiettivo quindi è quello di promuovere l’utilizzo di materiali innovativi che mirano quasi tutti all’ecosostenibilità, ma anche dare spunto ai giovani designer che spesso scelgono la strada della tradizione, senza prendere in considerazione i nuovi materiali.
Alla triennale di Milano è stato allestito uno spazio dedicato interamente ai materiali che hanno avuto più successo, insieme agli ultimissimi arrivi in materia di smart materials. La Library contiene circa 3000 campioni consultabili solo su prenotazione dal lunedì al venerdì.
Tra le tante iniziative anche il Design Emotion – vivere contemporaneo verso la smart city, evento che si colloca all’interno delle iniziative dell’EXPO DAY di Milano, un luogo di incontro e scambio culturale: capace di attrarre le avanguardie in campo tecnologico, e nello stesso tempo sensibilizzare alla sostenibilità e all’utilizzo di materiali a basso impatto ambientale.

Matteo Thun: da Bolzano a New York

Se si parla di eccellenza italiana all’estero, non si può certo dimenticare un nome che sicuramente passerà alla storia come uno tra i più grandi Designer italiani: Matteo Thun.
Premi e riconoscimenti sono tanti per Matteo Thun: nato a Bolzano nel 1952 è da tempo conosciuto a livello internazionale, è stato direttore creativo dal 1990 al 1993 della Swatch, gli anni in cui la casa di orologi svizzera ha avuto più risonanza nel mondo, e questo è solo l’inizio dei tantissimi meriti che gli vanno riconosciuti.

Swatch

Swatch

Si laurea a Firenze nel 1975 e collabora a Milano con Sottsass, spostando il suo polo creativo nella città del Design, e nel 1984 fonda lo studio con il suo nome.
Le sue opere lasciano trasparire il suo stile sin dai primi oggetti messi in produzione: dalle tazze espresso della Lavazza, fino ad opere architettoniche come residence in montagna. La progettazione di alberghi a cinque stelle che portano la sua firma, lo hanno reso mano inconfondibile nel settore del lusso.
Le sue caratteristiche sono sicuramente l’equilibrio delle forme che si fonde con un gusto raffinato, con delle commistioni tra ciò che progetta e l’ambiente circostante.

Tazze lavazza

Tazze lavazza

Oltre ad essere un’icona di Design a tutto tondo, a lui vanno i meriti della tendenza a un design sostenibile, funzionale e pulito, coniando termini come Ecotecture: una fusione tra ecology, economy e architecture. Ha ridefinito i canoni del Design spingendosi al di là della tradizione, sia con le forme che con i colori; una ricerca incessante che lo ha spinto ad interpretare la contemporaneità da oggetti piccoli, fino a opere di architettura immense, come l’albergo delle terme a Merano.

Terme di Merano

Terme di Merano

Durante tutta la sua carriera sono stati determianti moltissimi incontri con artisti come Kokoschka e Natalini. Influendo sulla sua personalità e sulle sue idee, concentrandosi per di più sulla ricerca dei materiali e le loro potenzialità espressive.

Teiera

Teiera

Tra le opere di architettura:
Hotel Vigilius Mountain Resort (in provincia di Bolzano) con cui ha vinto il Wallpaper Design Award nel 2004.
Ha trasformato un vecchio maso di 250 anni, a 1500 m sul livello del mare, in un residence di lusso.
Le Terme di Merano, inaugurate nel 2005, sono state ristrutturate negli arredi e nel layout rendendo unico il tema centrale: l’acqua.
I premi assegnati a Matteo Thun sono tantissimi; è stato inserito anche nella Interior Hall of Fame di New York nel 2004, oltre ad aver vinto il Compasso d’Oro.

Matteo Thun & Partners
Via Appiani 9
20121 Milano
Italy
+39 02 6556911
press@matteothun.com

Cassina: Dai transatlantici alle nostre case

Cassina ha visto passare sui propri banchi di progettazione grandi designer che hanno fatto la storia del Made In Italy: Andra Branzi, Ettore Sottsass, Alessandro Mendini, Rodolfo Dordoni, Mario Bellini, e il più grande tra gli architetti di tutti i tempi: Gio Ponti. Tutti questi grandi designer hanno lavorato per l’azienda che ha visto nascere al suo interno, oltre che progetti di Design, dei veri e proprio ideali di stile.

Andrea Doria

Andrea Doria

Agli inizi degli anni 20’ comincia la lunga produzione che arriva fino ai giorni nostri: tra sedie, divani e complementi d’arredo, un’incessante realizzazione di pezzi unici, caratterizzati da stile e tecnologia.
Prima di passare alla grande produzione industriale, i fratelli Cassina dovettero fermarsi per tutto il periodo della guerra.
L’occasione di addentrarsi nell’Industrial Design gli fu data con delle commissioni di arredi per transatlantici di Andrea Doria. Costruirono le sale da ballo, la biblioteca e tanti altri suppellettili per la prima classe che destarono l’attenzione dell’architetto Gio Ponti. Fu proprio in quegli anni che inizia la collaborazione tra l’architetto e l’azienda. Tra le varie produzioni, le più importanti ricordiamo la Leggera che ebbe grandissimo successo per bar, ristoranti e ogni tipo di attività commerciale; ma Ponti non era ancora soddisfatto,  e cercò di migliorare la sedia alleggerendola notevolmente, nacque quindi la SuperLeggera del peso di 1,66 kg.

Superleggera di Gio Ponti

Superleggera di Gio Ponti

Fu realizzato in via Busnelli a Meda (MB) lo Studio che poi divenne luogo espositivo e laboratorio di idee innovative.
Lo Studio è ricordato per un’aneddoto veramente particolare: la Superleggera fu lanciata in modo del tutto inconsueto, dalla finestra dell’ufficio, per collaudare ed avere un’effettiva dimostrazione della robustezza della struttura.
Questo Studio venne poi ristrutturato da Tobia Scarpa che lo rese molto più spazioso per esporre divani, tavoli, lampade e tantissimi altri oggetti.

Cassina va ricordato inoltre per un lavoro di riscoperta e rivalutazione di oggetti disegnati da grandissimi maestri come Le Corbusier, Rietveld e Frank Lloyd Wright che ancora oggi vengono prodotti dall’azienda. Moltissimi sono gli oggetti ad aver avuto riconoscimenti come il Compasso D’oro.

Una fonte inesauribile di stile che si è trasformata in una mostra made in Cassina, curata in ogni minimo particolare da Giampiero Bosoni. L’intento è quello di raccontare un pezzo di storia del Design Italiano. Un viaggio nella storia dell’azienda tra i pezzi che hanno segnato momenti importanti, che hanno dato una svolta decisiva all’immagine di Cassina nel mondo.

Infinito

Infinito

L’anima di questa azienda è un perfetto connubio tra la tradizione e studio accurato di nuovi materiali da sperimentare.
I pezzi esposti possono vantare un’anima forte che non viene piegata e messa da parte dalle mode del momento, ed in un certo senso sono diventati immortali nella storia del Design: Il Bruco e la Cab di Bellini, la Zig Zag di Rietveld, i Feltri di Gaetano pesce e il Privè di Starck sono una testimonianza di vicende storiche ed emozioni che rendono il Made in Italy unico al mondo.
In questo breve video un concentrato di arte realizzato da Cassina durante lo shooting di Karl Lagerfeld.


Cassina Spa
Via Busnelli, 1
20821 MEDA (MB)