Woodskin: quando la natura si ispira all’uomo

Metti insieme delle menti creative e l’esigenza di utilizzare un materiale gestendolo in modo non convenzionale e innovativo (che oltre a risolvere il problema estetico, dà vita a qualcosa di straordinario), quello che si ottiene è Woodskin. Il suo stesso nome anticipa ciò che stiamo per raccontare, forse uno dei pochi esempi in cui è la natura a prendere spunto dalle caratteristiche umane.
Si può liberare il legno dalla sua forma solida? Trasformarlo in qualcosa di modellabile che permetta di svincolare questo materiale delle sue forme tradizionali? Tutto questo è stato possibile grazie a un team di architetti italiani che hanno brevettato con Mammafotogramma, uno studio milanese, questo incredibile materiale.
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” Ci avevano chiamato a Montréal per realizzare l’ingresso di una palestra di roccia, ci serviva una struttura particolare per il bancone e ce la siamo inventata, immagina un sandwich di legno con in mezzo, come farcitura, una rete di materiale sintetico. Con un processo industriale il tutto viene fresato e trasformato in un foglio a triangoli, modellabile quasi fosse una scultura”.
Questa può essere rigida o addirittura nella versione ipotizzata dai progettisti, dinamica, grazie a dei sensori è pensata per interagire con le persone.
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La parte più interessante del progetto è che prescinde dal legno: il procedimento può essere usato anche su altri materiali solidi. “ Progettare volumetrie complesse prevede costi di realizzazione proibitivi. Con Woodskin si abbattono, e si riduce anche il numero di pezzi da assemblare: sembrano tanti triangolini, in realtà è un unico foglio”, conclude il designer.

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Giulio Masotti e Gianluca Lo Presti, rispettivamente l’architettura e l’artigianato dell’eclettico quintetto milanese, hanno traslocato a Montreal, in un laboratorio messo a disposizione dai gestori di una palestra di climbing e contiguo al silos che ospita l’intervento: lì, in due mesi, hanno realizzato il progetto di arredo in scala 1:1 e hanno costruito le presse utilizzate per la produzione del mobile. Hanno anche avuto la possibilità di dialogare con la famiglia che conduce questa piccola impresa oltre che con i climber. Ma soprattutto MammaFotogramma ha scoperto questo nuovo materiale, derivato dalla compressione di vari strati di compensato e rete tessile che lo rende estremamente elastico e resistente. Woodskin può piegarsi, sporgersi e, per ora solo nei loro desideri, anche muoversi come una pelle nuova, ed è con questo progetto che hanno partecipato al concorso “Autoprogettazione 2.0”.

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Dall’animazione cinematografica, lo studio ha derivato l’idea del movimento che renderà ‘vivo’ il bancone; la perizia artigianale gli ha consentito di gestire la manodopera per costruire una serie di 15.000 tasselli che andranno ad ‘animare’, per primo, il bancone dell’ingresso.
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Combinando meccanica, elettronica e immaginazione, lo studio ha messo a punto un progetto che ha la stessa precisione di un prodotto costruito con complesse elaborazioni digitali, pur essendo completamente tailor made, così che l’allestimento dell’ambiente risulta cucito fisicamente e progressivamente sulle taglie dei suoi abitanti.

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