New Designer: Giorgia Zanellato e Daniele Bortotto

Giorgia Zanellato, designer veneziana classe ’87 e Daniele Bortotto, designer friulano, classe ’88, si incontrano alla scuola IUAV di Venezia, città che diventa una fonte di ispirazione per entrambi in quanto crocevia di culture ed esperienze, luogo in cui vengono custodite le tecniche ed i segreti dell’artigianato artistico europeo e mondiale.

Se si parla di Venezia la mente volge subito al fenomeno dell’acqua alta, che caratterizza la città nell’immaginario collettivo. L’acqua, elemento primigenio e vitale, è anche uno dei temi creativi della 55^ Biennale di Venezia. La tematica dell’acqua viene esplorata anche dai due giovani designer che danno vita così ad un’originale collezione dal titolo ‘Acqua Alta’.

Il punto di partenza, quello dell’acqua appunto, viene declinato in diverse tecniche e materiali: il tradizionale vetro di murano unito alla ceramica viene utilizzato per la creazione di originali diffusori di fragranze per l’ambiente, definiti ‘Murano’, che ricordano le briccole presenti nella laguna di Venezia.

murano

Il marmo, abilmente lavorato per riprodurre l’effetto erosivo dell’umidità e della salsedine, dà forma ad una lampada luminosa a LED, dal nome ‘La Salina’.

lasalina

Pannelli di cotone, lino e nylon, vengono utilizzati per la creazione di diversi oggetti, i ‘Sentieri’, plasmati per riprodurre trame che ricordano gli angoli di Venezia.

sestrieri

Molto interessante è il tappeto ‘La Giudecca’ che riproduce i colori e la profondità delle gradinate veneziane, bagnate dall’acqua.

lagiudecca

Gli oggetti, ispirati all’affascinate fenomeno veneziano, si adattano con eleganza e funzionalità al vivere quotidiano, senza rinunciare al richiamo, al prezioso e all’originale.
Importanti le collaborazioni attivate da Bortotto e dalla Zanellato: Lorenzo Dante Ferro è il maestro profumiere che si è occupato delle fragranze; la storica ditta Salviati ha realizzato i contenitori in vetro muranese; al maestro Massimo Lunardon ci si è affidati per le creazioni in vetro soffiato; la Rubelli ha donato la sua esperienza nel campo dei tessuti; Ermenegildo Sartori ha sviluppato il progetto in marmo.
Tutti risultano radicati nel territorio veneziano, contribuendo, così, alla valorizzazione del patrimonio storico e culturale della città, attraverso le loro realtà produttive artigianali.