Materia: l’anima del progetto

Il ruolo interdisciplinare del design rappresenta un tema fondamentale nel management della creatività aziendale. Se si vuole ottenere un risultato positivo in termini di validità del prodotto, è necessario che nelle fasi di progetto si verifichi un processo di osmosi tra il progettista e le altre specifiche competenze. Il designer dovrà quindi assorbire una serie di informazioni necessarie che possano accompagnare il processo di sviluppo, dalla nascita fino alla fine e alla realizzazione dell’oggetto. Tra le informazioni necessarie c’è sicuramente la conoscenza completa della materia, con tutte le sue ramificazioni.
Il ruolo interdisciplinare del design rappresenta un tema fondamentale nel management della creatività aziendale. Se si vuole ottenere un risultato positivo in termini di validità del prodotto, è necessario che nelle fasi di progetto si verifichi un processo di osmosi tra il progettista e le altre specifiche competenze. Il designer dovrà quindi assorbire una serie di informazioni necessarie che possano accompagnare il processo di sviluppo, dalla nascita fino alla fine e alla realizzazione dell’oggetto. Tra le informazioni necessarie c’è sicuramente la conoscenza completa della materia, con tutte le sue ramificazioni.

Woodskin-by-MammaFotogramma

L’origine della materia, la sua fornitura, il comportamento come conseguenza dei processi di lavorazione, la capacità espressiva del materiale, sono elementi fondamentali nelle fasi che compongo ogni genere di progetto.
Durante la fase di analisi è necessario stabilire i vincoli del progetto e i requisiti del prodotto, una volta definiti gli obiettivi, viene spontaneo pensare a come caratterizzare il prodotto in modo che si distingua e possa essere riconoscibile tra i prodotti già presenti sul mercato. Il carattere del prodotto può essere espresso attraverso le sue forme estetiche, economiche e prestazionali. La materia utilizzata, influenza in ogni campo il carattere del prodotto finale.

luce tattile

luce tattile

Nel ventesimo secolo abbiamo assistito in primo luogo allo sviluppo della tecnologia di lavorazione della materia, inserendola nel tessuto connettivo dell’economia mondiale.
Per fare questo è stato adottato il concetto della teoria degli insiemi di “ciclo della materia”.
Questo principio parte dal presupposto che la materia presente sul pianeta che si ottiene per estrazione è esauribile, sia in termini di quantità che di varietà.
Questi materiali una volta estratti entrano nel ciclo di vita perché diventeranno prodotti che poi un giorno smetteranno di esistere, e quindi dovranno essere reinseriti in questo ciclo attraverso il riciclaggio oppure eliminati con l’incenerimento o procedimenti chimici.
Oggi l’industria della chimica può fornisci smisurate quantità di prodotti utilizzabili, i quali spesso possono influire o determinare una nuova idea. La conoscenza della materia assume un ruolo fondamentale nella cultura del designer che, per poter effettuare le scelte, deve oggi più che mai confrontarsi con la materia, con la struttura, con il processo di lavorazione, con il processo di smaltimento e la reperibilità.
Chi progetta oggi deve avere la consapevolezza che un prodotto, anche se apparentemente semplice, ha impliciti dentro di esso una serie di requisiti come la sicurezza, il rapporto di usabilità con l’utente e l’affidabilità.

materiali03

Pope propone interessanti argomentazioni per dimostrare che se il prodotto non è stato sottoposto a un processo di ottimizzazione sui processi di fabbricazione, sarà caratterizzato da costi definiti per “difetto”, compromettendone la commercializzazione.
La scelta dei materiali è il momento chiave del processo di Design, l’analisi deve basarsi su un attento processo conoscitivo aggiornato, che tenga conto delle esperienze precedenti, ma soprattutto di un’accurata indagine multidisciplinare.
Il ruolo delle aziende assume quindi un’importanza fondamentale: avendo sperimentato i prodotti ne conoscono le diverse proprietà, i difetti eventuali, i vincoli ambientali ed il grado di risposta alle sollecitazioni.
Ammesso che i requisiti siano stati scelti, bisogna fare affidamento su dati pubblicati per conoscerne le caratteristiche meccaniche, gli spessori e le geometrie.

materiali02

A seconda dell’area di appartenenza del prodotto progettato la scelta dei materiali deve essere ottimizzata adottando un differente livello di approssimazione. Nell’industria per giocattoli di bambini la caratteristica di stabilità e non tossicità assume una rilevanza fondamentale. Nel settore dell’elettrodomestico, l’involucro esterno deve rispondere contemporaneamente a molti requisiti, quali la resistenza meccanica, la resistenza ai solventi, l’isolamento elettrico, la gradevolezza al tatto.
I materiali vanno valutati innanzitutto da un punto di vista dei requisiti tecnici offerti che devono assicurare un livello di sicurezza ambientale, ma non sono da dimenticare anche le qualità estetiche, anch’esse di grande importanza per il benessere psicofisico.
Proprio tra i requisiti estetici è importante tener presente una stabilità cromatica, senza trascurare l’aspetto tattile e di impatto visivo.

materiali04

Le fasi di ricerca e di analisi, aiutano il designer a capire il contesto entro il quale operare, senza però perdere di vista l’aspetto sensoriale, l’emozione provocata dal contatto con la materia, provoca sensazioni uniche, queste emozioni, unite a una profonda cultura sulla materia intesa anche come cultura del prodotto, stimolano l’impulso creativo del designer.