Radical Design Made in Italy: Andrea Branzi

A dare le origini a uno dei più famosi architetti italiani è la culla della nostra cultura, Firenze, dove Andrea Branzi ha studiato alla facoltà  di Architettura. Nel 1966 insieme ad altri architetti dell’epoca come Paolo Deganello e Massimo Morozzi fondò Archizoom, un gruppo di radical Design, nato a seguito di un corso sullo spazio di coinvolgimento tenuto a Firenze da Leonardo Savioli e Danilo Santi, al quale erano intervenuti Ugo La Pietra e Ettore Sottsass, da cui scaturiranno le tesi dell’architettura radicale.

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Mies

Il gruppo produsse molti mobili anti-design di grandissima influenza, fra cui il “seating unit” Kitsch safari e l’ironica Mies, ma il suo genio si concentrò oltre che sul Design soprattutto su studi teorici e architettura con il progetto NO-Stop-city.

Negli anni 70’ l’apertura di uno studio di Design di Andrea Branzi diete il via a una serie di esposizioni; ricordiamo ”Il Disegno italiano degli anni 50’” al Centrokappa su Naviglio.
La mostra metteva in risalto il contributo del Design italiano del dopoguerra ed ebbe un grande impatto nel design italiano degli anno ’80.
Due pezzi che sicuramente passano alla storia sono il divano Century e la libreria Magnolia, senza dimenticare le bellissime ceramiche per Magnolia.

Century

Century

Ma l’essere radicale potrebbe non portare quel successo che, invece, lavorare per grandi aziende di Design ti dà in modo molto semplice, forse per questo motivo negli anni 90 Branzi realizza pezzi per Zanotta come la sedia Niccola.
Professore prima all’Università di Palermo e poi direttore della Domus Accademy di Milano, i suoi impegni riguardano anche il campo dell’editoria, infatti diresse Modo e fu direttore di Domus.
La ludicità e l’espressione radicale dei suoi progetti, non lasciarono mai posto alla razionalità. Nel 1985 la collezione Animali Domestici, fu ispirazione per un libro in cui stabiliva nuove regole tra la natura e gli arredi, quest’ultimi dovevano essere trattati, secondo Branzi, come gli animali domestici.

Niccola

Niccola

I meriti di tanta passione sono stati riconosciuti nel 1987 con l’assegnazione del Compasso d’oro come riconoscimento del suo contributo al mondo design italiano.
Dal 1991 ha diretto Domus Design Agency di Tokyo, e dal 1991 ha preso parte al progetto “Citizen Office” del Vitra Design Museum.
Numerose anche le Lauree ad Honoris Causa per essere staro, nei suoi 40 anni di carriera, propulsore di idee e progetti che hanno contribuito a rendere il Made in Italy indiscusso vincitore di stile nel mondo.