Gioielli: tra arte e serialità

Il Design è una disciplina che viene associata, dalla rivoluzione industriale ad oggi, alla produzione industriale; ma esiste un’altra faccia della medaglia che, oltre a dare vita a questa incessante produzione, nasconde il genio di artisti e creativi che molte volte si staccano dalla produzione in serie e danno vita a vere e proprio opere d’arte: i gioielli, piccole realizzazione cariche di arte ma soggette all’effimero della moda. Progettisti che normalmente si cimentano in gare di stile, per oggetti che vanno dall’arredo all’illuminazione, non hanno mai considerato la possibilità di potersi confrontare nel disegno del Gioiello, se non nel privato degli affetti. La voglia di far conoscere a tutti queste piccole opere d’arte, e di metterle al confronto, è l’idea della mostra realizzata con la collaborazione di Alba Cappellieri, docente del Politecnico in Design del Gioiello.

gioiello

gioiello

Triennale Design Museum ospita monili che vanno dagli anni Cinquanta ad oggi, passando tra stili differenti e tendenze, che hanno visto il susseguirsi di materiali e pietre preziose, gioielli storici disegnati dai più grandi Designer; inoltre si aggiunge una collezione disegnata ad Hoc per l’occasione, mescolando stili che lottano tra la serialità e il pezzo unico.

Munari

Munari

Negli ultimi anni, ci sono stati svariati tentativi di accostare il mondo del Design ai gioielli, attraverso numerose mostre; come il Design della Gioia nel 2004, jewels designer in The New Italian Design, mostra itinerante dal 2007 ad oggi, fino al gioiello sostenibile di Riccardo Dalisi del 2012. Da sempre il gioiello è sempre stato relegato alla sfera del superfluo, ma non è giusto chiuderlo in un mondo piccolo senza valori, l’ornamento e costituzione dell’identità e non è sicuramente meno importante di tutto ciò che è funzionale ai bisogni primari dell’uomo.

Selena Gaetano Pesce

Selena Gaetano Pesce

Molti grandi designer hanno proprio cominciato studiando l’arte orafa. Harry Bertoia e Ettore Sottsass hanno iniziato realizzando gioielli, ma questi piccoli e preziosi oggetti non hanno mai suscitato interesse tra i Designer del Novecento, per diverse motivazioni: prima fra tutte lo spirito razionalista escludeva ciò che non aveva funzioni, e disegnare gioielli significava nutrire l’esclusività e la distinzione a discapito della serialità. Tra i primi promotori dell’arte orafa nel mondo del Design, Ciro Cacchione nel 1970, riunì diversi nomi per la produzione di oggetti unici riproducibili ma non preziosi.

Franco Raggi

Franco Raggi

Oggi il gioiello non è più un’arte da nascondere, moltissime le mostre aperte anche a Parigi, e lo stesso Gaetano Pesce ha realizzato numerosi oggetto Hand Made, espressione di bellezza ma anche sperimentazione di materiali, resine plasmate con grande plasticità e femminilità. Ogni pezzo è diverso dall’altro e quindi unico, irripetibile. Secondo Pesce, infatti: “Il nostro tempo non si identifica più con le copie, ma con gli originali; e mentre le prime producono noia e assuefazione, l’originale e il diverso stimolano il cervello, creando la sorpresa.”

Zaira di Gaetano Pesce

Zaira di Gaetano Pesce

Ormai lontano il tempo in cui si parlava di “Ornamento e delitto“ con Loos, fino all’8 Settembre a Milano, possiamo ammirare (e perché no desiderare) i gioielli esposti in mostra. Dalla Vera laica di Angelo Mangiarotti, una fede che si unisce solo nel momento in cui viene indossata, alla collana di Francesco Faccin che contiene inchiostro e anello con timbro nel caso si dovesse lasciare la firma e fossimo sprovvisti di penna.

Orecchini Alberto Meda

Orecchini Alberto Meda

Triennale di Milano

Orari
Martedi – Domenica
10.30 – 20.30
Giovedi
10.30 – 23.00 –