Le origini del Design

“Qualsiasi cosa tu studi, scoprirai che le cose buone e utili sono anche graziose e belle” Castiglioni così intendeva il Good Design, oggetti che oltre a essere utili potessero anche gratificare il senso estetico del fruitore. Il tema Design è un’arte nuova che si ricollega al vecchio artigianato, la parola deriva dall’inglese “progettazione” e coinvolge tante cose come il cinema, l’architettura e la musica; in Italia è un campo quello del Industrial Design limitato invece all’arte manifatturiera e quindi alla cultura materiale.

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Lampada Arco di Castiglioni

Le origini del Design si possono sicuramente far risalire alla rivoluzione industriale e alla nascita della produzione meccanizzata che viene periodizzata dalla metà del 700 alla metà dell’800. Le popolazioni si trasferiscono in massa nelle città facendo aumentare la domanda in modo esponenziale. Ma i contadini erano poco educati all’estetica dell’oggetto e l’ industria per andare incontro al semplicismo di questi nuovi acquirenti inizia a produrre oggetti a scarso valore qualitativo. Il trinomio qualità, quantità e giusto prezzo ebbe il primo ostacolo nel fatto che bisognava andare incontro al gusto del nuovo utente, ricopiando oggetti del passato, con la differenza che gli oggetti creati dall’industria erano di gran lunga lontani  da quelli fatti in passato in modo artigianale.

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Tempi moderni

Da questo nasce un movimento Arts and Crafts da William Morris che insieme ad altri architetti promuovevano il ritorno al medioevo dove il lavoro dava gioia “The joy in the labor”. Questo movimento non riuscì a vincere però il nuovo rapporto con il pubblico e lo stesso Morris capì che bisognava non ostacolare la macchina ma qualificare il nuovo prodotto in base alla tradizione estetica piuttosto che accontentarsi di copiare oggetti di un’altra civiltà.

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Oggetti Arts and Crafts da William Morris

Il Design vede la sua radice teorica nel tentativo di unificare l’interesse intellettuale, pratico e commerciale nella nascita di una delle scuole più famose, fondata da Gropius nel 1919 il Bauhaus che fu nido di grandi maestri e apprendisti che misero in atto una vera e proprio rivoluzione culturale e politica. Gropius si avvicina all’idea di capitalismo industriale e alle idee di Henry Ford solo quando la scuola viene trasferita a Dessau, fino ad allora sostenne l’unità delle arti e stimolò la nascita di laboratori. Ma la storia di questa formidabile scuola si spense durante la seconda guerra mondiale lasciando un’eredità di forme e idealismo.

Bauhaus

Nel secondo dopoguerra le tendenze razionalistiche della progettazione si evolvono, e l’incessante aumento della capacità produttiva dell’industria contribuisce a diffondere l’idea di una progettazione che favorisce la deriva consumistica attuale. Si sono succedute ed esistono numerose scuole di design, che si differenziano per approccio, metodologia progettuale e collocazione geografica, tanto che si sente parlare spesso di design italiano, giapponese, tedesco ecc., ognuno con caratteristiche ben riconoscibili.

Poltrona Wassily

Poltrona Wassily

New Designer: Giorgia Zanellato e Daniele Bortotto

Giorgia Zanellato, designer veneziana classe ’87 e Daniele Bortotto, designer friulano, classe ’88, si incontrano alla scuola IUAV di Venezia, città che diventa una fonte di ispirazione per entrambi in quanto crocevia di culture ed esperienze, luogo in cui vengono custodite le tecniche ed i segreti dell’artigianato artistico europeo e mondiale.

Se si parla di Venezia la mente volge subito al fenomeno dell’acqua alta, che caratterizza la città nell’immaginario collettivo. L’acqua, elemento primigenio e vitale, è anche uno dei temi creativi della 55^ Biennale di Venezia. La tematica dell’acqua viene esplorata anche dai due giovani designer che danno vita così ad un’originale collezione dal titolo ‘Acqua Alta’.

Il punto di partenza, quello dell’acqua appunto, viene declinato in diverse tecniche e materiali: il tradizionale vetro di murano unito alla ceramica viene utilizzato per la creazione di originali diffusori di fragranze per l’ambiente, definiti ‘Murano’, che ricordano le briccole presenti nella laguna di Venezia.

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Il marmo, abilmente lavorato per riprodurre l’effetto erosivo dell’umidità e della salsedine, dà forma ad una lampada luminosa a LED, dal nome ‘La Salina’.

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Pannelli di cotone, lino e nylon, vengono utilizzati per la creazione di diversi oggetti, i ‘Sentieri’, plasmati per riprodurre trame che ricordano gli angoli di Venezia.

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Molto interessante è il tappeto ‘La Giudecca’ che riproduce i colori e la profondità delle gradinate veneziane, bagnate dall’acqua.

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Gli oggetti, ispirati all’affascinate fenomeno veneziano, si adattano con eleganza e funzionalità al vivere quotidiano, senza rinunciare al richiamo, al prezioso e all’originale.
Importanti le collaborazioni attivate da Bortotto e dalla Zanellato: Lorenzo Dante Ferro è il maestro profumiere che si è occupato delle fragranze; la storica ditta Salviati ha realizzato i contenitori in vetro muranese; al maestro Massimo Lunardon ci si è affidati per le creazioni in vetro soffiato; la Rubelli ha donato la sua esperienza nel campo dei tessuti; Ermenegildo Sartori ha sviluppato il progetto in marmo.
Tutti risultano radicati nel territorio veneziano, contribuendo, così, alla valorizzazione del patrimonio storico e culturale della città, attraverso le loro realtà produttive artigianali.

Materia: l’anima del progetto

Il ruolo interdisciplinare del design rappresenta un tema fondamentale nel management della creatività aziendale. Se si vuole ottenere un risultato positivo in termini di validità del prodotto, è necessario che nelle fasi di progetto si verifichi un processo di osmosi tra il progettista e le altre specifiche competenze. Il designer dovrà quindi assorbire una serie di informazioni necessarie che possano accompagnare il processo di sviluppo, dalla nascita fino alla fine e alla realizzazione dell’oggetto. Tra le informazioni necessarie c’è sicuramente la conoscenza completa della materia, con tutte le sue ramificazioni.
Il ruolo interdisciplinare del design rappresenta un tema fondamentale nel management della creatività aziendale. Se si vuole ottenere un risultato positivo in termini di validità del prodotto, è necessario che nelle fasi di progetto si verifichi un processo di osmosi tra il progettista e le altre specifiche competenze. Il designer dovrà quindi assorbire una serie di informazioni necessarie che possano accompagnare il processo di sviluppo, dalla nascita fino alla fine e alla realizzazione dell’oggetto. Tra le informazioni necessarie c’è sicuramente la conoscenza completa della materia, con tutte le sue ramificazioni.

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L’origine della materia, la sua fornitura, il comportamento come conseguenza dei processi di lavorazione, la capacità espressiva del materiale, sono elementi fondamentali nelle fasi che compongo ogni genere di progetto.
Durante la fase di analisi è necessario stabilire i vincoli del progetto e i requisiti del prodotto, una volta definiti gli obiettivi, viene spontaneo pensare a come caratterizzare il prodotto in modo che si distingua e possa essere riconoscibile tra i prodotti già presenti sul mercato. Il carattere del prodotto può essere espresso attraverso le sue forme estetiche, economiche e prestazionali. La materia utilizzata, influenza in ogni campo il carattere del prodotto finale.

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luce tattile

Nel ventesimo secolo abbiamo assistito in primo luogo allo sviluppo della tecnologia di lavorazione della materia, inserendola nel tessuto connettivo dell’economia mondiale.
Per fare questo è stato adottato il concetto della teoria degli insiemi di “ciclo della materia”.
Questo principio parte dal presupposto che la materia presente sul pianeta che si ottiene per estrazione è esauribile, sia in termini di quantità che di varietà.
Questi materiali una volta estratti entrano nel ciclo di vita perché diventeranno prodotti che poi un giorno smetteranno di esistere, e quindi dovranno essere reinseriti in questo ciclo attraverso il riciclaggio oppure eliminati con l’incenerimento o procedimenti chimici.
Oggi l’industria della chimica può fornisci smisurate quantità di prodotti utilizzabili, i quali spesso possono influire o determinare una nuova idea. La conoscenza della materia assume un ruolo fondamentale nella cultura del designer che, per poter effettuare le scelte, deve oggi più che mai confrontarsi con la materia, con la struttura, con il processo di lavorazione, con il processo di smaltimento e la reperibilità.
Chi progetta oggi deve avere la consapevolezza che un prodotto, anche se apparentemente semplice, ha impliciti dentro di esso una serie di requisiti come la sicurezza, il rapporto di usabilità con l’utente e l’affidabilità.

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Pope propone interessanti argomentazioni per dimostrare che se il prodotto non è stato sottoposto a un processo di ottimizzazione sui processi di fabbricazione, sarà caratterizzato da costi definiti per “difetto”, compromettendone la commercializzazione.
La scelta dei materiali è il momento chiave del processo di Design, l’analisi deve basarsi su un attento processo conoscitivo aggiornato, che tenga conto delle esperienze precedenti, ma soprattutto di un’accurata indagine multidisciplinare.
Il ruolo delle aziende assume quindi un’importanza fondamentale: avendo sperimentato i prodotti ne conoscono le diverse proprietà, i difetti eventuali, i vincoli ambientali ed il grado di risposta alle sollecitazioni.
Ammesso che i requisiti siano stati scelti, bisogna fare affidamento su dati pubblicati per conoscerne le caratteristiche meccaniche, gli spessori e le geometrie.

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A seconda dell’area di appartenenza del prodotto progettato la scelta dei materiali deve essere ottimizzata adottando un differente livello di approssimazione. Nell’industria per giocattoli di bambini la caratteristica di stabilità e non tossicità assume una rilevanza fondamentale. Nel settore dell’elettrodomestico, l’involucro esterno deve rispondere contemporaneamente a molti requisiti, quali la resistenza meccanica, la resistenza ai solventi, l’isolamento elettrico, la gradevolezza al tatto.
I materiali vanno valutati innanzitutto da un punto di vista dei requisiti tecnici offerti che devono assicurare un livello di sicurezza ambientale, ma non sono da dimenticare anche le qualità estetiche, anch’esse di grande importanza per il benessere psicofisico.
Proprio tra i requisiti estetici è importante tener presente una stabilità cromatica, senza trascurare l’aspetto tattile e di impatto visivo.

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Le fasi di ricerca e di analisi, aiutano il designer a capire il contesto entro il quale operare, senza però perdere di vista l’aspetto sensoriale, l’emozione provocata dal contatto con la materia, provoca sensazioni uniche, queste emozioni, unite a una profonda cultura sulla materia intesa anche come cultura del prodotto, stimolano l’impulso creativo del designer.

E+ è Sostenibilità e Versatilità al 100% Made in Italy

GooDesign è sempre attento a scoprire le novità del mondo del Design Made in Italy, molto attento a sottolineare la tendenza dei nostri imprenditori ad imboccare la strada della sostenibilità e del rispetto reciproco tra natura e uomo. Un oggetto ecosostenibile è un oggetto che rispetta l’ambiente, che viene creato partendo da materie prime che si trovano in natura e che hanno un rapido processo di rigenerazione. Scegliendo prodotti ecosostenibili si pone una controtendenza, anche se può sembrare minima, alla politica del degrado, dello sfruttamento e dell’uso smodato delle risorse naturali che ha caratterizzato gli ultimi decenni. Il cartone è il materiale ecosostenibile per eccellenza: biodegradabile, completamente riciclabile.

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E+, da sempre attenta al rispetto dell’ambiente e della natura, vuole dare il suo contributo producendo prodotti smaltibili e riciclabili, quali sono i progetti in cartone.
Il Marchio E+ nasce dalla voglia dell’azienda Euro-pack di affrontare nuove sfide, proponendo al mercato una propria collezione di articoli per arredo in cartone.
L’azienda Euro-pack è un’azienda a tradizione familiare che opera nel mercato da decenni producendo imballaggi in cartone.

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La comprovata esperienza nella lavorazione del cartone, la scelta di materiali di prima qualità, e l’uso di tecnologie avanzate hanno dato vita ad una produzione di oggetti di arredo originali ed accattivanti. Il cartone scopre il suo lato creativo, adattandosi a svariati usi e plasmandosi sotto la guida di designer che le conferiscono qualsiasi forma ed uso. Facili da assemblare, trasportabili, personalizzabili con colori, disegni ed intarsi, gli arredi in cartone E+, grazie alla loro versatilità sono adatti per arredare ogni ambiente.

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E+ significa qualità del prodotto, servizio al cliente, qualità dell’ambiente, innovazione e sviluppo sostenibile.
La potenzialità di E+ è la costante collaborazione con architetti e designer mettendo a servizio della creatività le tecnologie di produzione dell’azienda.
L’azienda è in grado di sviluppare ogni tipo di progetto secondo le indicazioni dei singoli progettisti, assecondando ogni tipo di esigenza realizzativa, senza alcun vincolo di produzione. Ogni proposta verrà visionata da tecnici specializzati che ne verificheranno la fattibilità, in modo da garantire un costante ed efficiente controllo qualità.

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E+ si occupa della produzione di arredi in cartone interamente progettati e prodotti in Italia. Ideazione e realizzazione sono al passo con funzionalità ed estetica, ingredienti tutti sapientemente in perfetto equilibrio tra loro in progetti di altissimo profilo qualitativo.
L’esclusività della produzione artigianale rende ogni prodotto unico garantendo una non serialità che solo un collezionista può apprezzare.

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E+
Via Toscana 98/100
50052 Certaldo, Firenze Italy
tel +39 0571 663090
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